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Fuga dall’Arechi: stasera spalti vuoti. Tifo organizzato: “Iervolino è una sciagura”

Due settimane ed è già fuga dall’Arechi. In un derby tutt’altro che sentito (almeno su sponda granata), il principe degli stadi ha presentato ampi spazi vuoti in tutti i settori anche a causa di un caldo asfissiante che ha spinto tante persone a godersi le ultime giornate di mare. Dai 14200 dell’esordio ai 10mila di Salernitana-Cavese: 4000 spettatori in meno e tanti abbonati che hanno deciso di restare a casa in segno di dissenso per un mercato al risparmio e per un palese ridimensionamento iniziato nel 2023 e sfociato nella doppia retrocessione e in un galleggiamento nemmeno tanto sorprendente in serie C. Sin dalle ore del mattino non c’era un clima di grande trasporto emotivo in città e in provincia. Tutt’altro. Mentre a Cava la tifoseria spingeva la squadra salutandola al momento della partenza in direzione Salerno, all’esterno dell’Arechi venivano esposti striscioni goliardici indirizzati alla società e alla dirigenza granata. Messaggio chiaro: “Siete ospiti sgraditi”. Gli ultras invocano a gran voce la cessione del club e l’addio di Danilo Iervolino, ancor di più dopo il no di due settimane fa a un incontro chiarificatore. Nell’arco dei 90 minuti, specialmente nel primo tempo, il pubblico ha comunque provato a fare la propria parte. “Io ti voglio dire” e inizia la partita del tifo, con la partecipazione sonora anche dei – pochi – spettatori assiepati tra distinti e tribuna. Segna la Salernitana e il boato è liberatorio, seguito da 5 minuti di spinta assordante come non accadeva dagli spareggi playoff. Nella ripresa la pessima prestazione dei granata e il meritato pari degli ospiti hanno mandato su tutte le furie una piazza che, comunque, continua ad assistere passivamente a quanto accade da quattro campionati a questa parte. Intendiamoci: ben venga il salto di maturità rispetto al passato, con proteste pacifiche, goliardiche e che non vanno mai oltre una contestazione civile. Ma dai cori assordanti contro società e ds che hanno stravinto campionati a suon di investimenti si è passati quasi a una rassegnazione collettiva, come se ci fosse assuefatti alla sconfitta. Al punto che, quando i capi ultras hanno provato a lanciare cori all’indirizzo della proprietà, in tantissimi hanno preferito tacere lasciando gli spalti a testa bassa e prendendosela anzitutto con l’allenatore. “Dimettiti” e “Se hai dignità fatti la valigia e vattene da Salerno” urlavano una decina di tifosi a Cosmi mentre il tecnico tornava negli spogliatoi visibilmente contrariato soprattutto per l’arbitraggio. All’esterno della tribuna tutto tranquillo, gli ultras invece hanno sonoramente fischiato i calciatori: “Siamo venuti a caricarvi in settimana, ci avete deluso. Pretendiamo atteggiamenti diversi, qui ci sono tifosi che vi ha spinto per 95 minuti e non avete onorato la maglia” e via con il coro “noi vogliamo gente che lotta” che ha chiuso un pomeriggio sportivamente parlando disastroso e che ridimensiona ulteriormente le già minime ambizioni di una Salernitana nata male e corretta peggio in corso d’opera da un Faggiano che continua a non far breccia nel cuore del popolo e dello spogliatoio. “Può darsi che finalmente tutti abbiano che dobbiamo salvarci” diceva un tifoso sconsolato abbandonando i gradoni, altri invitavano la curva ad agire con coraggio: “La colpa è nostra che, con 40 gradi, lasciamo le famiglie e spendiamo i soldi per seguire una squadra che ha il destino segnato. Disertiamo, non possiamo far altro contro chi ha optato per un galleggiamento volontario”. Da segnalare la presenza di Carmelo e Luigi, super tifosi granata residenti rispettivamente in Brasile e in Australia. “Soffriamo quanto voi, ma quando siamo qui in vacanza non possiamo fare a meno di essere all’Arechi”. E’ anche per questa gente che Iervolino dovrebbe chiarire cosa voglia fare da grande. 5 anni fa, con le telecamere di tutt’Europa puntate su Salerno, veniva presentato Frank Ribery. Oggi si gioca il derby con la Cavese e si aggiunge un altro flop interno dopo quelli con Sorrento e Scafatese. E col Potenza il rischio è che lo stadio sia già deserto.



