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Iervolino all’Arechi con la moglie. La stampa elogia un atto dovuto: ci riporti dove ci ha preso

Primo tempo bruttino, ripresa interessante pur con una marea di gol sbagliati. Quel che conta è il risultato e, pur con enormi rimpianti per aver dilapidato il vantaggio di un calendario facile facile in quest’avvio di stagione, ci affacciamo in zone di classifica più interessanti pur con la consapevolezza che i limiti siano enormi per ambire alla promozione diretta. Note positive: Celiento (grazie Matino per quella lite a Foggia), Llano (innesto sottovalutato) e Vitale che, pur lezioso, quando tocca palla fa capire di avere qualità. In attesa di capire Lescano cosa voglia fare da grande (con la speranza che Cosmi sappia rivitalizzarlo dopo averlo depotenziato) godiamoci i tre punti e un Arechi da 11mila spettatori tra i quali spiccavano anche Iervolino e consorte. Il patron e i suoi adepti sempre coerenti: neanche il tempo di dire che è finita la sua era che fa videochiamate alla squadra, carica i giocatori, spinge per Pagano nel consiglio direttivo di C e torna allo stadio con la moglie. Si saranno probabilmente resi conto che non c’è nessun cattivone che li odia, che li offende e che li minaccia e che, nonostante lo scempio perpetrato in tre anni e mezzo, c’erano 11mila spettatori per il derby nientemeno che col Giugliano (a proposito, bene Varone: uno che poteva tornare utilissimo a questa rosa). Ha fatto e disfatto da solo. Sta a lui riprendere il discorso interrotto a Piazza della Concordia senza motivo e senza logica. Riportarla dove è stata presa è obbligo morale. Viceversa può andar via già stasera, al netto dei racconti romanzati di parte della stampa che fa titoloni per un qualcosa che dovrebbe essere normale. Testa a Crotone, forza Salernitana!



