Toh! Chi si rivede: Milan all’Arechi dopo errori e assenze. Dov’è finito il suo progetto triennale?

Proprio quando stavamo per contattare la redazione di “Chi l’ha visto?”, ecco che Maurizio Milan è tornato sulla scena. Dopo mesi di assenze e silenzi – e di voci fasulle su un suo allontanamento dalla società – ecco che il presidente ha deciso di presenziare all’Arechi al fianco di Danilo Iervolino e Umberto Pagano. Un trittico che ha portato la Salernitana dalla A alla C, ma che ha concluso la riunione di due ore post Scafatese con qualche risata e con la pacca sulle spalle di un direttore sportivo che in qualunque altra realtà sarebbe stato licenziato da mesi. Per i più distratti, però, è opportuno fare un salto all’indietro nel tempo e riavvolgere il nastro. Ricordate quell’amministratore delegato che andava sotto la curva, che girava tra i club, che prometteva l’immediato ritorno in serie A e che si felicitava per la riappacificazione con Gravina? Ecco, stiamo parlando proprio di lui. Un presidente che dovrebbe dar conto alla piazza per questo quadriennio sportivamente parlando vergognoso, che non risponde alle domande dei giornalisti e che ieri è stato interpellato circa il futuro dello staff tecnico. E in base a quali parametri avrà dato il suo autorevolissimo parere visto che da tempo immemore non segue gli allenamenti e non si interfaccia con nessuno per stessa ammissione dei diretti interessati? E quali altri imprenditori proverà a far sedere al tavolo con Iervolino dopo le fitte interlocuzioni con la Brera Holding e con Rufini? In attesa che ci metta la faccia giustificando la doppia retrocessione, i lavori mai svolti in curva Nord dopo aver mostrato con fierezza l’accordo raggiunto con l’amministrazione comunale e il suo dileguarsi proprio quando la gente chiedeva risposte dopo avergli aperto le porte di casa, ci chiediamo: come mai è ritornato all’Arechi? Qual è il suo reale ruolo all’interno del club? Perché non è stato esonerato dopo gli sbagli commessi e – in parte- ammessi pubblicamente? Che fine ha fatto quel “progetto triennale che non si baserà sulle cessioni perché abbiamo una proprietà ricca che ha voglia di tornare in A”? E chi ha “tradito” la fiducia di decine di migliaia di persone a che titolo partecipa a un confronto tra proprietà e area tecnica? Era bello partecipare alle cene conviviali, alle iniziative pubbliche, alla preparazione delle coreografie. Più difficile presenziare nella tempesta spiegando i motivi di alcune scelte che appaiono senza logica. Certo, se deve parlare in conferenza per elogiare “il dottor Iervolino” o per bocciare l’operato di un mister nel parcheggio della tribuna allora è meglio perseguire la strada del silenzio.



