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Cantisani: “Cosmi traghettatore, no mister da progetto. Djibril-Cardoni, flop perchè…”

Giornalista giovane, ma preparatissimo. Sempre sul pezzo soprattutto quando si tratta di parlare a 360° del girone C del campionato di Lega Pro. Emanuele Cantisani segue da vicino le vicende del Picerno e la redazione di Popolo Sportivo ha avuto il piacere di intervistarlo alla vigilia del match contro i granata. Ecco le sue dichiarazioni:

Che idea ti sei fatto di questo caos granata? Cosmi resta a dispetto della contestazione, la società punta il dito contro i tifosi…

“In primis io penso che Cosmi sia un allenatore che va bene quando subentra e può essere un abile traghettatore grazie al suo carattere da trascinatore. Tuttavia ritengo non sia il profilo ideale se si deve costruire un progetto vincente, lo conferma il fatto che a oggi la Salernitana fatica a sviluppare un certo tipo di gioco e si ritrova addirittura a -11 dalla vetta della classifica. Le problematiche, granata, però partono da lontano. La società è in difficoltà sin dalla prima retrocessione, ci sono poi responsabilità evidenti della direzione sportiva che ha allestito molto male l’organico quest’estate operando una rivoluzione che non sta portando i frutti sperati”.

Che aria si tira a Picerno?

“Il cambio di allenatore solitamente dà sempre una scossa. Il Picerno ha perso sei delle ultime sette partita, eccezion fatta per il 2-1 ai danni del Cerignola. Sicuramente è una partita più delicata per la Salernitana che per la formazione di Di Deo, consapevole che è soltanto un traghettatore in attesa che venga scelta la nuova guida tecnica. Capuano? La società ha smentito”.

Quali sono gli obiettivi del Picerno?

“L’anno scorso la salvezza aritmetica arrivò soltanto alla penultima giornata e proprio sul campo della Salernitana. Quest’anno la società spera di tagliare il traguardo in anticipo e magari giocarsi fino alla fine le proprie carte per un piazzamento nei playoff. A oggi il Picerno ha 12 punti, bottino in linea con le aspettative della vigilia. La Salernitana, invece, non potrà perdere ulteriore terreno. Se domani non dovesse vincere credo dirà addio definitivamente al sogno promozione diretta e, per una piazza del genere, sarebbe un flop clamoroso visto che siamo soltanto a ottobre”

Che ambiente troverà la Salernitana?

“Picerno non si è mai contraddistinta per essere una piazza calda. Stiamo parlando di un paese di 4000 abitanti, con 3-400 spettatori nelle gare casalinghe. Il clima è sereno perché la posizione di classifica è tutt’altro che malvagia, anzi la squadra è perfettamente in linea con gli obiettivi stagionali. Non si può paragonare alle pressioni di Salerno. Qui si mette in preventivo una sconfitta contro i granata, stiamo parlando di una corazzata paragonabile a Bari e Catania”.

Il Picerno resta comunque una bella realtà del calcio professionistico…

“Gran parte del lavoro della società è basato sullo scouting e sulle plusvalenze, l’autofinanziamento è parte fondamentale del progetto. La dirigenza riesce sempre a tirare fuori dal cilindro 2-3 colpi di spessore, valorizzando i giovani e sfruttando al massimo la serenità dell’ambiente. Nel 2026 il calcio non può essere fatto soltanto di spese folli per i cosiddetti grandi nomi. Picerno da anni fronteggia a testa alta big del calcio italiano che magari si trovano in C di passaggio”.

Sorpreso dal flop Djibril-Cardoni a Salerno?

“Secondo se sono stati impiegati poco e anche male. Djibril a Picerno era un tuttocampista, secondo me è una mezzala di rottura dotata di ottima gamba. Un giocatore dinamico che può dare il suo contributo in questa categoria. Cardoni invece è il classico esterno abile nell’uno contro uno che forse pecca in fase realizzativa. Ci aspettavamo un minutaggio maggiore a Salerno, forse il caos in casa granata penalizza soprattutto chi è arrivato da poco e deve ambientarsi”.

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